Evangelion: 3.0+1.0 posticipato

Era nell’aria. Purtroppo la pandemia causata dal Coronavirus SARS-CoV-2, che provoca la malattia COVID-19, sta dilagando in tutto il globo e ormai ha messo in ginocchio anche il Giappone, che ha dovuto sospendere e rinviare le Olimpiadi di Tokyo 2020 previste per quest’estate, e inoltre se vuole evitare un’ecatombe, dovrà mettere in atto delle misure restrittive serie e globali in modo tale da contenere la diffusione esponenziale dei contagi e salvaguardare così la vita di tutti gli abitanti.
Nelle settimane precedenti le uscite di molti film sono state rinviate, per esempio Detective Conan, Crayon Shin-chan, Doraemon e molti altri. Oggi, 17 aprile 2020, con un messaggio sul sito ufficiale di Evangelion, lo Studio Khara ha annunciato che a causa dell’emergenza sanitaria in corso in Giappone e nel mondo l’uscita di Evangelion:|| / Evangelion:3.0+1.0 / Shin Evangelion è stata posticipata a data da destinarsi. Il film verrà quindi rilasciato in un prossimo futuro, quando si spera che tutti possano apprezzarlo in tranquillità. La nuova data d’uscita sarà resa nota non appena Khara, Toho e Toei avranno preso la decisione.

Se volete scoprire la traduzione dell’annuncio ufficiale e altri dettagli interessanti vi invito a leggere l’articolo di Distopia Evangelion.

Locandina inglese di Evangelion: 3.0+1.0 (Thrice upon a time) Coming Soon
Locandina internazionale di Evangelion: 3.0+1.0 (Thrice upon a time) Coming Soon

Oltre all’annuncio, sul sito ufficiale è presente una bellissima locandina in due versioni, una in giapponese e una in inglese (internazionale).
In primo piano vediamo un binario ferroviario con degli scambi, uno dei motivi grafici ricorrenti di Hideaki Anno che compare sia nelle serie TV di Evangelion sia nella nuova tetralogia cinematografica. I binari sono presenti anche nel corto until You come to me, e potrebbero essere metafore per dire che in Shin Evangelion si parlerà di scelte e percorsi di vita. Secondo un utente di Twitter si tratta di una linea ferroviaria nei pressi di Ube, la città natale di Anno, ed è molto interessante perché Shin Evangelion rappresenta un punto importante del percorso di vita e del percorso artistico del nostro amato regista.

Binari ferroviari in Evangelion
Binari ferroviari in Evangelion

Il cielo sullo sfondo è celeste e la luce diurna filtra attraverso le folte chiome della vegetazione, sebbene il riferimento temporale non sia chiaro, la prima impressione che ho avuto è che ci troviamo dinnanzi a una scena pomeridiana, con i colori caldi che pian piano si diffondono e riempiono la vista e la mente di sfumature e sensazioni. Il motivo di questa percezione, al di là del primo impatto impulsivo, è che Shin Evangelion è l’ultimo film della nuova versione cinematografica e quindi metaforicamente lo si può interpretare come quella parte di giornata che precede il tramonto, cioè il sipario che concluderà tutta la saga. Malinconia? Sì, ma non solo. Traspare anche una vivace effervescenza, una sorta di dinamismo primaverile ed estivo che si può sperimentare nei parchi, oppure su un sentiero di montagna o sulla riva del mare, mentre la brezza e i raggi del Sole ci solleticano il viso. Insomma è un’illustrazione in cui c’è un equilibrio tra questi opposti di malinconia ed entusiasmo frizzante, tra il caloroso abbraccio dei colori e il fresco dell’aria che smuove le foglie e i granelli di polvere.

Shinji
Shinji

In questa scena così vivace ma al contempo tanto deserta e solitaria ci vedo anche il riflesso della situazione attuale: un mondo in cui nonostante il bel tempo le strade sono vuote a causa dell’emergenza sanitaria. Inoltre, per certi versi è anche una fotografia dell’animo umano in questo momento: pieno di colori ma in uno stato di quiete forzata. Un’istantanea che racchiude in sé tutte queste sfumature.
Shinji è lì, in piedi sullo sfondo, distante da noi, dal nostro occhio che si trova dall’altro lato dei binari. Ci stiamo avvicinando a lui, passo dopo passo, abbiamo un appuntamento per passeggiare insieme, ancora una volta. Tuttavia dobbiamo attendere un altro po’ di tempo prima di poterci incontrare di nuovo, e Shinji è lì ad aspettarci.

Evangelion: 3.0+1.0 Thrice upon a time
Evangelion: 3.0+1.0 Thrice upon a time

Notiamo che sotto Evangelion:3.0+1.0 c’è la scritta “Thrice upon a time”, “C’era tre volte”, che espande la tipica espressione “Once upon a time”, “C’era una volta”, usata come introduzione in molte fiabe, e che potrebbe nascondere qualche segreto sulla storia narrata nel Rebuild. Ricordiamo che nel Rebuild ci sono alcuni riferimenti alle fiabe, ad esempio Gendo viene soprannominato “Re dei Lilin”, Mari chiama Asuka “principessa”, Rei legge il libro The Happy Prince and Other Tales, Il principe felice e altri racconti, di Oscar Wilde. Ora, poiché Shinji è il protagonista è probabile che sia lui a rivestire il ruolo di “principe”, quindi la domanda sorge spontanea: Shinji si sacrificherà e morirà come il principe del racconto di Wilde? Oppure, dato che l’incipit è “c’era tre volte”, il finale sarà “happily ever after”, “per sempre felici e contenti”, come nelle fiabe? Ma forse la verità sta nel mezzo, tra l’estremo di sacrificio e quello di felicità imperitura.

Once upon a time ... happily ever after.
Once upon a time … happily ever after.

Un’altra osservazione da fare è che letteralmente “thrice upon a time” significa “tre volte una volta”, ovvero tre e uno, e il titolo dell’ultimo film contiene proprio questi due numeri: 3.0+1.0. Qual è il significato di queste cifre in relazione a Shin Evangelion? Una prima, semplice, possibilità è che “3.0” indichi i primi tre film del Rebuild, mentre “1.0” indichi il lungometraggio conclusivo. In secondo luogo possiamo supporre che “3.0” sia Evangelion:3.0, mentre “1.0” sia Evangelion:1.0, e quindi l’ultimo film potrebbe collegare la fine all’inizio tramite un loop temporale. In terzo luogo possiamo seguire un’interpretazione che ho dato al testo presente nelle locandine del 2017:

続、After that,
そして終。and THE END.
非、NOT,
そして反。and ANTI.

Mettendo in relazione la seconda e la quarta riga si ottiene: 反終 ANTI-THE END, ovvero “anti-finale”, cioè “opposto del finale” e quindi “inizio”. Nell’antico testo cinese Libro dei Mutamenti viene descritto l’anti-finale primordiale (原始反終) e in proposito viene detto di “esplorare/indagare lo sviluppo delle cose dall’inizio alla fine”. Gli antichi cinesi credevano che il cambiamento ciclico di tutte le cose fosse una delle leggi fondamentali dell’esistenza, e nel Libro dei Mutamenti l’anti-finale primordiale indica proprio questa ciclicità in cui l’inizio diventa fine e la fine diventa inizio. Dalla nascita alla morte, dalla prosperità al declino, dal movimento al silenzio, e dall’inizio alla fine, questa è la legge del mutamento. Conoscendo questa legge si potrà vivere saggiamente, non comprendendo questa legge si cadrà nel fallimento. Dunque, secondo quest’ipotesi nel Rebuild potrebbe esserci una ripetizione degli eventi, qualsiasi cosa questo significhi. Il titolo 3.0+1.0 potrebbe quindi indicare la presenza di tre inizi e un’unica fine, e perciò si può pensare a una storia che si è ripetuta tre volte, in avanti, all’indietro, o parallelamente, e che infine giunge a una conclusione, rappresentata per l’appunto da Shin Evangelion.

Locandine 2017 di Evangelion:3.0+1.0
Locandine 2017 di Evangelion:3.0+1.0

Dal punto di vista letterario Thrice upon a time è una chiara citazione all’omonimo titolo di un romanzo di fantascienza scritto da James P. Hogan. Sappiamo che Anno ama molto inserire questi riferimenti nelle sue opere, in particolare negli episodi finali, e l’autore britannico in questione è citato nell’episodio conclusivo di Nadia – Il mistero della pietra azzurra, il cui titolo Eredita le stelle rimanda al primo libro del Ciclo dei Giganti di Hogan, intitolato appunto Inherit the stars (noto in Italia come Lo scheletro impossibile). Thrice upon a time è una storia sci-fi che tratta i viaggi nel tempo, e ha avuto anche una trasposizione a fumetti ad opera del mangaka Yukinobu Hoshino, autore di 2001 Nights, che ha adattato anche il suddetto Eredita le stelle di Hogan.
Per ora non è chiaro se Thrice upon a time è il titolo internazionale dell’ultimo film del Rebuild, o se è un semplice omaggio a un autore sci-fi, ma la cosa interessante, secondo me, è il contenuto del romanzo, in quanto, se fosse un indizio, alcuni suoi elementi potrebbero trovare spazio in Shin Evangelion.

James Hogan - Thrice upon a time
James Hogan – Thrice upon a time

Nel 2009, Murdoch e il suo amico Lee visitano Sir Charles Ross, nonno di Murdoch e premio Nobel per la fisica, nel suo castello in Scozia. Lo scienziato mostra ai due ospiti l’incredibile invenzione che ha costruito: una macchina del tempo che è in grado di inviare messaggi dal futuro al passato. Dopo averla provata, Murdoch e Lee si interrogano su come funzioni questa macchina, in particolare ragionano su come faccia a evitare la violazione della causalità. Un’ipotesi presa in considerazione è quella dei “molti mondi”, in questo caso esisterebbero molteplici linee temporali (multiverso) e la macchina comunicherebbe dal futuro di una linea X al passato di una linea Y. Tuttavia, questa possibilità viene scartata perché non si adatta alle esperienze che i due hanno vissuto di persona. Continuando gli esperimenti si rendono conto di cosa accade davvero e di quanto sia pericoloso quello che fa la macchina per non violare la causalità: tutto il futuro della linea temporale viene cancellato fino al punto d’arrivo nel passato, in pratica la storia temporale viene sovrascritta come se fosse il nastro di una videocassetta. I personaggi decidono quindi di disabilitare la macchina per paura di essere cancellati dall’esistenza.
In seguito Murdoch conosce Anne e i due si innamorano. Nel frattempo in un laboratorio in Scozia, dove Anne lavora come medico, si sta realizzando un reattore a fusione termonucleare per avere energia pulita. A questo punto la trama entra nel vivo e molti eventi si verificano. In primo luogo tantissimi micro buchi neri vengono prodotti dal reattore e mettono in pericolo la Terra, per evitare ciò viene usata la macchina del tempo e la linea temporale viene resettata, nel passato il reattore viene quindi spento e il disastro viene scongiurato. In secondo luogo un’epidemia si diffonde nella costa occidentale degli Stati Uniti e mette a rischio la vita di moltissime persone, per salvare la popolazione viene creato un vaccino, ma alcuni lotti sono difettosi e portano alla morte di centinaia di persone. La macchina del tempo viene quindi riattivata e viene spedito un messaggio nel passato, contenente informazioni sia sui buchi neri che sul vaccino, la linea temporale subisce quindi il terzo reset e finalmente l’umanità è salva dai due pericoli che nel futuro l’avevano messa in grande difficoltà. Anche questa volta, come nelle due precedenti, Murdoch e Anne si incontrano e si innamorano.

Yukinobu Hoshino - Thrice upon a time
Yukinobu Hoshino – Thrice upon a time

In questo romanzo ci sono molte cose che potremmo trovare anche in Shin Evangelion. Se da una parte Anno potrebbe aver citato il libro di Hogan per via dell’epidemia raccontata in esso, usando quindi la finzione come modo per avvicinarsi cautamente alla situazione di emergenza sanitaria attuale, dall’altra potrebbe aver voluto dare ai fan un piccolo indizio sul contenuto di Shin Evangelion. Anche nel Rebuild è presente un fenomeno di contaminazione, provocato quasi certamente dall’esplosione dei nuclei degli Angeli e soprattutto dagli Impact. I misteriosi Failure of Infinity e l’L-field sono chiaramente parte di questo fenomeno che si è propagato in tutto il pianeta mettendo a rischio la sopravvivenza dell’umanità.
In secondo luogo, come ho scritto nell’articolo sulla mitologia del Rebuild e nell’articolo dedicato all’anteprima AVANT 1, Anno potrebbe effettivamente inserire i viaggi nel tempo (e altre cose) nell’ultimo film di Eva.
Poiché nel Rebuild ci sono riferimenti espliciti alle opere precedenti di Anno, come le musiche di Nadia e Lui&Lei, è plausibile che nel finale ci siano citazioni anche a Punta al Top! GunBuster. Certo, potrebbe esserci solo musica di sottofondo, ad esempio un nuovo arrangiamento della bellissima Toki no kawa o koete (Al di là del fiume del tempo), ma dato che il Wunder ricorda il Nautilus, forse ci sarà anche qualche elemento concreto connesso a GunBuster. Cosa potrebbe essere? Secondo me, poiché sia in GunBuster sia nel Rebuild c’è un buco nero, Anno potrebbe sfruttare questo elemento per mettere in scena una qualche forma di viaggio spazio-temporale. Il regista aveva già fatto riferimento a un racconto sui viaggi nel tempo in occasione del finale di GunBuster, il titolo dell’ultimo episodio infatti cita il romanzo Hateshinaki nagare no hate hi (Alla fine del flusso senza fine) di Sakyo Komatsu, storia che parla proprio di questo argomento sci-fi.

Sakyo Komatsu - Hateshinaki nagare no hate ni (At the end of the endless stream)
Sakyo Komatsu – Hateshinaki nagare no hate ni (At the end of the endless stream)

Ciò che accomuna il romanzo di Hogan e quello di Komatsu è la possibilità di modificare il passato attraverso le conoscenze del futuro. Nel primo capitolo del romanzo giapponese il professore di fisica Oizumi mostra al protagonista Nonomura una misteriosa clessidra rinvenuta nelle formazioni rocciose dell’era mesozoica, ma non è questa stranezza cronologica a far vacillare la ragione, bensì è il fatto che la sabbia al suo interno si riversa da cima a fondo senza interruzione in una enigmatica struttura quadridimensionale. Dopo tutta una serie di eventi tra passato, presente e futuro, Nonomura (che a me ricorda Nonoriri di DieBuster) arriva in un luogo al di là del tempo, una dimensione in cui è possibile avere una veduta a volo d’uccello di innumerevoli mondi paralleli e in cui è presente una super-coscienza trascendente. Quando Nonomura ritorna sulla Terra scopre che è trascorso moltissimo tempo, lui è rimasto giovane mentre le persone che conosceva sono invecchiate o morte. Esattamente quello che accade nel finale di GunBuster, dove la protagonista Noriko subisce gli effetti di dilatazione temporale causati da un buco nero e si ritrova avanti di migliaia di anni.

Nel Rebuild, Shinji potrebbe entrare in una dimensione suprema al di là dello spazio e del tempo in cui, come nel romanzo di Komatsu, potrebbe visionare, sperimentare e perfino trascendere le molteplici possibilità dell’esistenza, inoltre come nel romanzo di Hogan il viaggio nel passato viene usato per aggiustare un errore al prezzo di resettare la storia futura, è possibile che qualcosa di analogo accada anche in Shin Evangelion. La mia ipotesi generale è che nel Rebuild Gendo voglia ripristinare il mondo dai danni causati dagli Impact e far emergere una realtà di armonia, a questo scopo potrebbe quindi: trascendere l’esistenza e raggiungere una dimensione suprema, purificare il presente ricostruendo il mondo dalle macerie o modificare il passato cancellando gli Impact dalla storia.
La realizzazione di queste idee darebbe un senso narrativo alle misteriose battute di Kaworu e alle dichiarazioni del suo doppiatore, Akira Ishida.

KAWORU: è ancora il Terzo. Tu non cambi mai. Non vedo l’ora di incontrarti, Shinji Ikari.
[…]
KAWORU: L’ora promessa è giunta, Shinji Ikari. Almeno questa volta… riuscirò a renderti felice.
[…]
KAWORU: Anche se spariranno le anime, i desideri e le maledizioni sopravviveranno, le volontà si spargeranno come informazioni nel mondo e lo cambieranno.. un giorno finiranno per riscrivere se stesse.
[…]
ISHIDA: Come dovrebbe essere Kaworu Nagisa dopo aver accumulato diversi cicli nel suo passato?

Ma è soprattutto sul piano metatestuale che queste cose potrebbero permettere ad Anno di delineare un messaggio interessante. Potete trovare la discussione approfondita di queste opzioni, sia dal punto di vista narrativo sia da quello metetestuale, nei due articoli precedentemente menzionati, quello sulla mitologia del Rebuild e soprattutto quello su AVANT 1.
Seguendo quest’ipotesi generale l’idea della ripetizione (avanti o indietro nel tempo) e quella del multiverso si fonderebbero dando luogo a una rappresentazione che tiene conto di molteplici possibilità. In quest’ottica Thrice upon a time indicherebbe tanto la reiterazione di un ciclo (avanti o indietro nel tempo) quanto la coesistenza di più possibilità, sia quelle narrative, i.e. interne al Rebuild, sia quelle metanarrative, i.e. l’insieme dell’opere del franchise. D’altronde nel 2016 Anno in persona ha affermato che:

Stiamo facendo progressi concreti su Shin Evangelion. […] Una volta finito, spero che altri creatori facciano altre opere su Eva. Ovviamente, poiché voglio che siano opere interessanti, non saranno senza condizioni specifiche, ma non le limiterò a ciò che le mie opere hanno stabilito. Proprio come Gundam, che continua a sostenere continuamente il mondo dell’animazione, Eva può diventare un nuovo pilastro. Dopotutto, è questo scopo che mi ha portato a riprendere le nuove versioni teatrali. Voglio mantenere questo pilastro, che trasporta il mondo dell’animazione. Più pilastri ci sono, migliore sarà l’ambiente, non è vero? È così che la vedo io. Invece che per la mia compagnia, lo faccio per il benessere dell’industria dell’animazione. Gundam può essere apprezzato attraverso vari lavori, e sarebbe bello se Eva potesse svilupparsi allo stesso modo.

Un ultimo elemento molto interessante che si può ricavare dai due romanzi citati è il legame di coppia tra i personaggi. Mentre nel libro di Komatsu il protagonista Nonomura scopre che la fidanzata è invecchiata, nella storia di Hogan il legame tra Murdoch e Anne si ripresenta in tutti i reset temporali. Che qualcosa del genere accada anche per Shinji e Asuka? Chissà.

Non sappiamo quando uscirà Shin Evangelion, se in estate inoltrata, in autunno o ancora più avanti, la cosa più importante in questo momento è che l’emergenza sanitaria si risolva e che questo periodo buio passi, lasciando però in noi una nuova luce che ci aiuti a vivere meglio nel mondo. Questo è la mia speranza.

Il sito e la pagina Facebook vanno in pausa fino a data indefinita.

Evangelion franchise
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